Titolo: hidden
Fandom: haikyuu
Prompt: meta-fic
Parole: 2000
Rating: safe
Osamu rientrò a casa la sera, trovò suo fratello sul divano. Stava guardando un film in televisione, quasi completamente affondato nel divano e con un piatto sulla pancia pieno di quelle che sospettava fossero carote.
Osamu alzò un sopracciglio. Atsumu. Che ancora dopo aver abbondantemente superato l'infanzia continuava a disprezzare ogni tipo di verdura con tutto il suo cuore era seduto sul divano a mangiare delle cose vagamente salutari.
"Carote?", gli chiese con voce piatta.
Atsumu senza staccare gli occhi dal televisore, prese una carota, ne staccò un pezzo e cominciò a mangiarla rumorosamente. "Hanno un sacco di proprietà benefiche", disse con la bocca piena.
Osamu lo sapeva, era il suo lavoro avere a che fare con il cibo. Lo sorprendeva solo che lo sapesse suo fratello.
"Shouyou ha detto che...", cominciò a dire Atsumu, ma Osamu mise di ascoltarlo non appena sentì pronunciare quel nome.
Non aveva nulla contro Shouyou, era solo che non sopportava più il modo in cui, da quando Hinata si era unito alla sua squadra, con Atsumu fosse diventato tutto un "Shouyou qui, Shouyou lì, Shouyou ha fatto questo, Shouyou ha fatto quello". Non riusciva a capire perchè dovesse sopportare tutto quello solo perchè suo fratello si era preso una cotta.
"Il giorno in cui ti deciderai a chiedergli di uscire sarà sempre troppo tardi per tutti noi", commentò Osamu dirigendosi verso la sua camera per togliersi i vestiti da lavoro.
"Eh?!"
Osamu si bloccò a metà strada e si voltò verso il fratello, che si era mentre seduto meglio sul divano.
"Eh cosa?", sospirò.
"Perchè dovrei chiedergli di uscire?"
Osamu scoppiò a ridere senza degnarlo di una risposta. Atsumu era anche più idiota di quanto credesse. Sembrava l'unico a non essersi reso conto di una cosa che era nota a tutti - Osamu era abbastanza convinto che anche Bokuto se ne fosse accorto e sapevano tutti che lui non era esattamente il più sveglio riguardo a quelle questioni: se Akaashi non avesse preso la situazione in mano sarebbero stati ancora a struggersi l'uno per l'altro a distanza.
Atsumu lo richiamò con la voce che cominciava ad alterarsi, ancora in attesa di una risposta. Aveva l'espressione imbronciata e lo fissava, ma Osamu continuò a non rispondere. Gli voltò nuovamente le spalle con un nuovo piano in mente per giocare un po' con suo fratello.
Quella sera, dopo essersi sdraiato sotto le coperte, prima di mettersi a dormire, si mise il computer sulle gambe, aprì Pinterest e cominciò a creare un bell'album. Si mise anche un promemoria sul cellulare: il giorno dopo, tornando dal lavoro, sarebbe dovuto passare a comprare i ricambi per la stampante.
Il suo piano si mise in moto due giorni dopo. Osamu si alzò prese l'immagine che aveva stampato la sera prima e la attaccò con dei magneti al frigo, poi si sedette al bancone della cucina a fare colazione con tutta calma, aspettando che Atsumu si svegliasse.
Non ci volle molto perchè cominciasse a sentire rumori provenire dal resto della casa: la porta della camera di Atsumu, la porta del bagno, uno sbadiglio rumoroso in corridoio. Atsumu entrò in cucina e fece un cenno con la testa al fratello, se era sorpreso che Osamu per una volta fosse sveglio prima di lui non lo diede a vedere.
Si diresse verso la macchina del caffè e, mentre il caffè cominciava a scendere, si diresse verso il frigo per prendersi il latte. Sbadigliando aprì l'anta come faceva tutte le mattine. Osamu cominciò a sorridere, prese il telefono e cercò di fingersi disinteressato mentre continuava a lanciare occhiate al fratello.
Vide Atsumu bloccarsi un momento e poi cominciare a richiudere lentamente l'anta del frigorifero, guardandola con fare sospettoso.
Si trovò davanti una piccola immagine stampata la sera precedente dall'album che Osamu aveva creato due giorni prima.
Era un disegno fatto da qualche fan artist in stile cartoon. Per la prima aveva scelto di andarci soft: ritraeva Hinata addormentato sul sedile del bus della squadra con la testa appoggiata al petto di Atsumu che lo teneva stretto.
Osamu vide il fratello rimanere assolutamente immobile ad osservare l'immagine.
La macchinetta suonò per avvisare che il caffè era pronto, ma Atsumu rimase fermo a guardare l'immagine, diventando a poco a poco sempre più rosso in viso.
Atsumu si schiarì la gola un paio di volte prima di voltarsi lentamente verso il fratello.
"Samu", disse con voce bassa. "Vuoi spiegare?"
"L'ho trovata, mi piaceva, l'ho attaccata al frigo", rispose mantenendo la voce monotona come al solito e continuando a guardare il telefono fingendo indifferenza.
Quando Atsumu scattò verso di lui Osamu era già pronto - e poteva contare sui riflessi ancora non del tutto svegli di un Atsumu ancora senza caffeina in circolazione. Di corsa afferrò le sue cose e uscì di casa.
Quando tornò a casa quella sera l'immagine era sparita.
Osamu aspettò qualche altro giorno prima di colpire, questa volta sullo specchio del bagno.
Atsumu era rientrato in casa e si era andato a infilare direttamente sotto la doccia. Osamu aspettò di sentire l'acqua scorrere da almeno qualche minuto prima di infilarsi in bagno di soppiatto e attaccare l'immagine con dello scotch. In quella che aveva scelto l'Atsumu disegnato stringeva da dietro Hinata, nascondendo la testa nell'incavo del suo collo. Dalla prospettiva del disegno però era facile vedere il sorriso di Atsumu.
Osamu uscì dal bagno e si chiuse silenziosamente la porta alle spalle e rimase in corridoio, davanti alla porta, in attesa. Aspettò di sentire l'acqua chiudersi e pochi secondi dopo sentì la voce di Atsumu urlare a squarciagola il suo nome.
Osamu afferrò al volo la sua giacca e uscì di corsa dall'appartamento. Non poteva arrivare tardi al suo appuntamento con Kita.
La terza volta dovette organizzarsi per tempo. Mandò un messaggio a Bokuto, chiedendogli di filmare Atsumu il giorno dopo quando, arrivando agli allenamenti, avrebbe aperto il suo borsone. Dovette svicolare da tutte le domande di Bokuto e promettergli in cambio una porzione in regalo dei suoi onighiri, ma ne sarebbe valsa la pena.
Il giorno dopo ricevette un video da Bokuto. Si vedeva Atsumu nello spogliatoio, chiacchierava amabilmente con gli altri, poi apriva il suo borsone, si strozzava con la saliva e lo richiudeva di scatto, con il volto completamente rosso. L'art che Osamu aveva scelto per quel giorno dopotutto ritraeva Atsumu che stringeva da dietro Hinata senza maglietta, colto nel momento di dare un morso al collo di Hinata, allungato proprio per lasciargli lo spazio per farlo. Osamu aveva fatto in modo di metterla proprio in cima alla borsa, in modo che fosse la prima cosa che avrebbe visto una volta aperta borsa.
Come se non bastasse, nel video si vedeva Hinata che si avvicinava ad Atsumu, chiedendogli se fosse tutto okay con l'espressione preoccupata.
Osamu rise soddisfatto e si alzò dal divano. Il suo giorno libero era cominciato nel migliore dei modi. Quella settimana avevano deciso che toccavano a lui le pulizie settimanali e Osamu rassegnato si mise a lavoro. Riucì a risolvere in fretta la maggior parte di casa, restava solamente la camera di Atsumu. Sospirò, si fece forza e entrò nella camera.
Era combinata meno peggio di quanto temesse, c'era solo un po' da spolverare. Poteva cavarsela in fretta e tornare a buttarsi sul divano con Netflix.
Spolverando sulla scrivania urtò un piccolo quadernino, facendolo cadere a terra. Da quello uscirono dei fogli. Avevano una tacita regola sul non impicciarsi delle cose dell'altro, ma quei fogli erano caduti e doveva rimetterli al loro posto.
Non appena li prese in mano si rese conto che erano le due fan art che gli aveva stampato nei giorni precedenti. Sentì un improvviso moto di affetto per il fratello - non erano frequenti, ma ogni tanto capitavano anche a lui. Non doveva star vivendo bene quella situazione, Atsumu era molto meno superficiale di quanto volesse sembrare ed Osamu era sicuro che non gli sfuggissero le implicazioni di quali fossero i rischi dell'avere una cotta per un compagno di squadra, ma doveva comunque vederlo tutti i giorni. Si chiese per un momento se avesse calcato un po' troppo la mano.
Le rimise al loro posto e uscì da lì convinto che non lo avrebbe fatto più. O almeno lo avrebbe fatto dopo un'ultima volta.
Tutto era pronto per la partenza di Atsumu. Avrebbero avuto una partita fuori casa e avrebbero passato la notte fuori. Osamu si era mosso in anticipo per assicurarsi che il fratello dividesse la camera con Hinata - avere l'appoggio di Bokuto era stato facile, Sakusa aveva richiesto un po' più di lavoro, ma ce l'aveva fatta e aveva solo dovuto concedergli di entrare nelle sue cucine e guardare in che condizioni venissero tenute, tutto sommato era un prezzo accettabile.
La sera prima della partenza Atsumu aveva lasciato la valigia accanto alla porta, pronta per partire. Osamu sdraiò la valigia per terra, la aprì e nascose in mezzo ai vestiti di Atsumu una scatola di cioccolatini. Rimise i vestiti al loro posto e, in cima, ci appoggiò una delle fan art più dolci che aveva trovato stampata in formato abbastanza grande da coprire quasi interamente i vestiti sottostanti e da non poter essere ignorata in alcun modo. Era in bianco e nero e ritraeva Atsumu e Hinata sdraiati a letto, quasi interamente coperti da un lenzuolo, Atsumu era di spalle e teneva il viso di Hinata tra le mani, Hinata aveva gli occhi chiusi, il viso proteso verso quello di Atsumu, l'espressione serena e un mezzo sorriso sulla faccia.
Sembrava un'immagine rubata di serenità domestica, era la perfetta rappresentazione di come dovesse essere svegliarsi accanto alla persona che si ama in una relazione ideale.
Se tutto fosse andato secondo i suoi piani, Atsumu avrebbe aperto la valigia una volta arrivato in camera, davanti a Hinata.
Sarebbe stato il suo ultimo colpo, poi avrebbe smesso di importunare il fratello.
Il giorno dopo, mentre era a lavoro, tenne quasi costantemente il telefono a portata di mano nel caso ci fossero aggiornamenti. La sera, però, non aveva ancora ricevuto nulla. Si preoccupò di aver esagerato, gli venne anche la tentazione di chiamare il fratello per capire se fosse successo qualcosa, ma alla fine cambiò idea. Guardò anche la partita in televisione quella sera, cercando qualunque indizio su cosa potesse essere successo nel modo in cui giocavano, ma non notò nulla: erano sincronizzati come sempre, talmente sulla stessa lunghezza d'onda da fare impressione ad un osservatore esterno.
A guardarli così poteva capire perchè avessero tanto successo come pairing, sembravano veramente legati da qualcosa di più profondo del legame che si può avere tra compagni di squadra. In maniera molto diversa dal modo in cui erano stati legati loro due quando giocavano insieme, ma non per questo meno profonda.
Andò a letto sentendosi una strana sensazione addosso. Sperò solo che fosse tutto okay.
Prima di addormentarsi gli venne nuovamente in mente l'immagine che aveva messo nella valigia di Atsumu e si trovò a sperare che potesse aver avuto un effetto diverso da quello di essere solamente uno scherzo. Voleva veramente che suo fratello avesse qualcuno accanto, come lo aveva lui. Lo vedeva come ogni tanto guardasse con fare sognante le piccole cose che lui e Kita potevano fare insieme e di cui lui insisteva di non sentire la mancanza, ma Osamu lo conosceva troppo bene e da troppo tempo per non sapere che fosse una bugia.
La mattina dopo quando si svegliò prese come prima cosa in mano il telefono, ma ancora una volta non trovò nulla. Si tenne anche quel giorno attaccato addosso il telefono per tutta la giornata, controllandolo continuamente in attesa.
Solamente il pomeriggio inoltrato ricevette qualcosa.
Aprì il messaggio del fratello di corsa.
Era un selfie scattato sul pullman della squadra, Hinata dormiva appoggiato ad Atsumu mentre Atsumu lo teneva stretto e affondava la testa tra i suoi capelli. La posa era quasi identica a quella della prima fan art che Osamu aveva attaccato sul frigorifero.
Subito dopo la foto ricevette un messaggio.
Indovina chi ha un appuntamento per San Valentino.
Fandom: haikyuu
Prompt: meta-fic
Parole: 2000
Rating: safe
Osamu rientrò a casa la sera, trovò suo fratello sul divano. Stava guardando un film in televisione, quasi completamente affondato nel divano e con un piatto sulla pancia pieno di quelle che sospettava fossero carote.
Osamu alzò un sopracciglio. Atsumu. Che ancora dopo aver abbondantemente superato l'infanzia continuava a disprezzare ogni tipo di verdura con tutto il suo cuore era seduto sul divano a mangiare delle cose vagamente salutari.
"Carote?", gli chiese con voce piatta.
Atsumu senza staccare gli occhi dal televisore, prese una carota, ne staccò un pezzo e cominciò a mangiarla rumorosamente. "Hanno un sacco di proprietà benefiche", disse con la bocca piena.
Osamu lo sapeva, era il suo lavoro avere a che fare con il cibo. Lo sorprendeva solo che lo sapesse suo fratello.
"Shouyou ha detto che...", cominciò a dire Atsumu, ma Osamu mise di ascoltarlo non appena sentì pronunciare quel nome.
Non aveva nulla contro Shouyou, era solo che non sopportava più il modo in cui, da quando Hinata si era unito alla sua squadra, con Atsumu fosse diventato tutto un "Shouyou qui, Shouyou lì, Shouyou ha fatto questo, Shouyou ha fatto quello". Non riusciva a capire perchè dovesse sopportare tutto quello solo perchè suo fratello si era preso una cotta.
"Il giorno in cui ti deciderai a chiedergli di uscire sarà sempre troppo tardi per tutti noi", commentò Osamu dirigendosi verso la sua camera per togliersi i vestiti da lavoro.
"Eh?!"
Osamu si bloccò a metà strada e si voltò verso il fratello, che si era mentre seduto meglio sul divano.
"Eh cosa?", sospirò.
"Perchè dovrei chiedergli di uscire?"
Osamu scoppiò a ridere senza degnarlo di una risposta. Atsumu era anche più idiota di quanto credesse. Sembrava l'unico a non essersi reso conto di una cosa che era nota a tutti - Osamu era abbastanza convinto che anche Bokuto se ne fosse accorto e sapevano tutti che lui non era esattamente il più sveglio riguardo a quelle questioni: se Akaashi non avesse preso la situazione in mano sarebbero stati ancora a struggersi l'uno per l'altro a distanza.
Atsumu lo richiamò con la voce che cominciava ad alterarsi, ancora in attesa di una risposta. Aveva l'espressione imbronciata e lo fissava, ma Osamu continuò a non rispondere. Gli voltò nuovamente le spalle con un nuovo piano in mente per giocare un po' con suo fratello.
Quella sera, dopo essersi sdraiato sotto le coperte, prima di mettersi a dormire, si mise il computer sulle gambe, aprì Pinterest e cominciò a creare un bell'album. Si mise anche un promemoria sul cellulare: il giorno dopo, tornando dal lavoro, sarebbe dovuto passare a comprare i ricambi per la stampante.
Il suo piano si mise in moto due giorni dopo. Osamu si alzò prese l'immagine che aveva stampato la sera prima e la attaccò con dei magneti al frigo, poi si sedette al bancone della cucina a fare colazione con tutta calma, aspettando che Atsumu si svegliasse.
Non ci volle molto perchè cominciasse a sentire rumori provenire dal resto della casa: la porta della camera di Atsumu, la porta del bagno, uno sbadiglio rumoroso in corridoio. Atsumu entrò in cucina e fece un cenno con la testa al fratello, se era sorpreso che Osamu per una volta fosse sveglio prima di lui non lo diede a vedere.
Si diresse verso la macchina del caffè e, mentre il caffè cominciava a scendere, si diresse verso il frigo per prendersi il latte. Sbadigliando aprì l'anta come faceva tutte le mattine. Osamu cominciò a sorridere, prese il telefono e cercò di fingersi disinteressato mentre continuava a lanciare occhiate al fratello.
Vide Atsumu bloccarsi un momento e poi cominciare a richiudere lentamente l'anta del frigorifero, guardandola con fare sospettoso.
Si trovò davanti una piccola immagine stampata la sera precedente dall'album che Osamu aveva creato due giorni prima.
Era un disegno fatto da qualche fan artist in stile cartoon. Per la prima aveva scelto di andarci soft: ritraeva Hinata addormentato sul sedile del bus della squadra con la testa appoggiata al petto di Atsumu che lo teneva stretto.
Osamu vide il fratello rimanere assolutamente immobile ad osservare l'immagine.
La macchinetta suonò per avvisare che il caffè era pronto, ma Atsumu rimase fermo a guardare l'immagine, diventando a poco a poco sempre più rosso in viso.
Atsumu si schiarì la gola un paio di volte prima di voltarsi lentamente verso il fratello.
"Samu", disse con voce bassa. "Vuoi spiegare?"
"L'ho trovata, mi piaceva, l'ho attaccata al frigo", rispose mantenendo la voce monotona come al solito e continuando a guardare il telefono fingendo indifferenza.
Quando Atsumu scattò verso di lui Osamu era già pronto - e poteva contare sui riflessi ancora non del tutto svegli di un Atsumu ancora senza caffeina in circolazione. Di corsa afferrò le sue cose e uscì di casa.
Quando tornò a casa quella sera l'immagine era sparita.
Osamu aspettò qualche altro giorno prima di colpire, questa volta sullo specchio del bagno.
Atsumu era rientrato in casa e si era andato a infilare direttamente sotto la doccia. Osamu aspettò di sentire l'acqua scorrere da almeno qualche minuto prima di infilarsi in bagno di soppiatto e attaccare l'immagine con dello scotch. In quella che aveva scelto l'Atsumu disegnato stringeva da dietro Hinata, nascondendo la testa nell'incavo del suo collo. Dalla prospettiva del disegno però era facile vedere il sorriso di Atsumu.
Osamu uscì dal bagno e si chiuse silenziosamente la porta alle spalle e rimase in corridoio, davanti alla porta, in attesa. Aspettò di sentire l'acqua chiudersi e pochi secondi dopo sentì la voce di Atsumu urlare a squarciagola il suo nome.
Osamu afferrò al volo la sua giacca e uscì di corsa dall'appartamento. Non poteva arrivare tardi al suo appuntamento con Kita.
La terza volta dovette organizzarsi per tempo. Mandò un messaggio a Bokuto, chiedendogli di filmare Atsumu il giorno dopo quando, arrivando agli allenamenti, avrebbe aperto il suo borsone. Dovette svicolare da tutte le domande di Bokuto e promettergli in cambio una porzione in regalo dei suoi onighiri, ma ne sarebbe valsa la pena.
Il giorno dopo ricevette un video da Bokuto. Si vedeva Atsumu nello spogliatoio, chiacchierava amabilmente con gli altri, poi apriva il suo borsone, si strozzava con la saliva e lo richiudeva di scatto, con il volto completamente rosso. L'art che Osamu aveva scelto per quel giorno dopotutto ritraeva Atsumu che stringeva da dietro Hinata senza maglietta, colto nel momento di dare un morso al collo di Hinata, allungato proprio per lasciargli lo spazio per farlo. Osamu aveva fatto in modo di metterla proprio in cima alla borsa, in modo che fosse la prima cosa che avrebbe visto una volta aperta borsa.
Come se non bastasse, nel video si vedeva Hinata che si avvicinava ad Atsumu, chiedendogli se fosse tutto okay con l'espressione preoccupata.
Osamu rise soddisfatto e si alzò dal divano. Il suo giorno libero era cominciato nel migliore dei modi. Quella settimana avevano deciso che toccavano a lui le pulizie settimanali e Osamu rassegnato si mise a lavoro. Riucì a risolvere in fretta la maggior parte di casa, restava solamente la camera di Atsumu. Sospirò, si fece forza e entrò nella camera.
Era combinata meno peggio di quanto temesse, c'era solo un po' da spolverare. Poteva cavarsela in fretta e tornare a buttarsi sul divano con Netflix.
Spolverando sulla scrivania urtò un piccolo quadernino, facendolo cadere a terra. Da quello uscirono dei fogli. Avevano una tacita regola sul non impicciarsi delle cose dell'altro, ma quei fogli erano caduti e doveva rimetterli al loro posto.
Non appena li prese in mano si rese conto che erano le due fan art che gli aveva stampato nei giorni precedenti. Sentì un improvviso moto di affetto per il fratello - non erano frequenti, ma ogni tanto capitavano anche a lui. Non doveva star vivendo bene quella situazione, Atsumu era molto meno superficiale di quanto volesse sembrare ed Osamu era sicuro che non gli sfuggissero le implicazioni di quali fossero i rischi dell'avere una cotta per un compagno di squadra, ma doveva comunque vederlo tutti i giorni. Si chiese per un momento se avesse calcato un po' troppo la mano.
Le rimise al loro posto e uscì da lì convinto che non lo avrebbe fatto più. O almeno lo avrebbe fatto dopo un'ultima volta.
Tutto era pronto per la partenza di Atsumu. Avrebbero avuto una partita fuori casa e avrebbero passato la notte fuori. Osamu si era mosso in anticipo per assicurarsi che il fratello dividesse la camera con Hinata - avere l'appoggio di Bokuto era stato facile, Sakusa aveva richiesto un po' più di lavoro, ma ce l'aveva fatta e aveva solo dovuto concedergli di entrare nelle sue cucine e guardare in che condizioni venissero tenute, tutto sommato era un prezzo accettabile.
La sera prima della partenza Atsumu aveva lasciato la valigia accanto alla porta, pronta per partire. Osamu sdraiò la valigia per terra, la aprì e nascose in mezzo ai vestiti di Atsumu una scatola di cioccolatini. Rimise i vestiti al loro posto e, in cima, ci appoggiò una delle fan art più dolci che aveva trovato stampata in formato abbastanza grande da coprire quasi interamente i vestiti sottostanti e da non poter essere ignorata in alcun modo. Era in bianco e nero e ritraeva Atsumu e Hinata sdraiati a letto, quasi interamente coperti da un lenzuolo, Atsumu era di spalle e teneva il viso di Hinata tra le mani, Hinata aveva gli occhi chiusi, il viso proteso verso quello di Atsumu, l'espressione serena e un mezzo sorriso sulla faccia.
Sembrava un'immagine rubata di serenità domestica, era la perfetta rappresentazione di come dovesse essere svegliarsi accanto alla persona che si ama in una relazione ideale.
Se tutto fosse andato secondo i suoi piani, Atsumu avrebbe aperto la valigia una volta arrivato in camera, davanti a Hinata.
Sarebbe stato il suo ultimo colpo, poi avrebbe smesso di importunare il fratello.
Il giorno dopo, mentre era a lavoro, tenne quasi costantemente il telefono a portata di mano nel caso ci fossero aggiornamenti. La sera, però, non aveva ancora ricevuto nulla. Si preoccupò di aver esagerato, gli venne anche la tentazione di chiamare il fratello per capire se fosse successo qualcosa, ma alla fine cambiò idea. Guardò anche la partita in televisione quella sera, cercando qualunque indizio su cosa potesse essere successo nel modo in cui giocavano, ma non notò nulla: erano sincronizzati come sempre, talmente sulla stessa lunghezza d'onda da fare impressione ad un osservatore esterno.
A guardarli così poteva capire perchè avessero tanto successo come pairing, sembravano veramente legati da qualcosa di più profondo del legame che si può avere tra compagni di squadra. In maniera molto diversa dal modo in cui erano stati legati loro due quando giocavano insieme, ma non per questo meno profonda.
Andò a letto sentendosi una strana sensazione addosso. Sperò solo che fosse tutto okay.
Prima di addormentarsi gli venne nuovamente in mente l'immagine che aveva messo nella valigia di Atsumu e si trovò a sperare che potesse aver avuto un effetto diverso da quello di essere solamente uno scherzo. Voleva veramente che suo fratello avesse qualcuno accanto, come lo aveva lui. Lo vedeva come ogni tanto guardasse con fare sognante le piccole cose che lui e Kita potevano fare insieme e di cui lui insisteva di non sentire la mancanza, ma Osamu lo conosceva troppo bene e da troppo tempo per non sapere che fosse una bugia.
La mattina dopo quando si svegliò prese come prima cosa in mano il telefono, ma ancora una volta non trovò nulla. Si tenne anche quel giorno attaccato addosso il telefono per tutta la giornata, controllandolo continuamente in attesa.
Solamente il pomeriggio inoltrato ricevette qualcosa.
Aprì il messaggio del fratello di corsa.
Era un selfie scattato sul pullman della squadra, Hinata dormiva appoggiato ad Atsumu mentre Atsumu lo teneva stretto e affondava la testa tra i suoi capelli. La posa era quasi identica a quella della prima fan art che Osamu aveva attaccato sul frigorifero.
Subito dopo la foto ricevette un messaggio.
Indovina chi ha un appuntamento per San Valentino.