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[personal profile] chasing_medea
Titolo: Vienna waits for you
Fandom: Haikyuu
Prompt/missione: teatro/omegaverse/oblio
Parole: 808
Rating: safe
Vienna, 1702

Kageyama entrò a teatro e cominciò a cercare il proprio posto. Qualcuno si voltò nel sentire il suo odore, un omega da solo a teatro era un’occorrenza più unica che rara, ma Kageyama aveva uno scopo e non avrebbe permesso a nessuno di mettersi sulla sua strada.
Si era trasferito in città per entrare nei circoli nobiliari e far conoscere le sue opere.
Aveva affittato una stanza in una pensioncina a buon mercato, era un posto fetido, ma nei suoi piani ci sarebbe dovuto rimanere solo per pochi giorni. Spese quel poco denaro che poteva sfruttare per comprarsi un bel completo e quel un biglietto del teatro.
Era riuscito a prendersi solo un palchetto al primo anello, piuttosto in basso e ben lontano dai posti usualmente occupati dalla nobilità, ma almeno non sarebbe stato in platea.
Lo spettacolo cominciò e Kageyama ne approfittò per cominciare a guardarsi intorno, cercando di vedere chi ci fosse negli altri palchetti. Dalla posizione non riusciva a vedere molto se non a costo di affacciarsi, ma il suo sguardo venne catturato da qualcuno al terzo anello, appoggiato alla balconata del proprio palchetto che teneva lo sguardo fisso sulla rappresentazione. Non riusciva a vedere molto del suo viso, ma la massa di capelli arancioni era ben evidente. Si affacciò per vederlo meglio e in quel momento quello abbassò lo sguardò e incrociò quello di Kageyama e gli sorrise.
Kageyama sostenne il suo sguardo poi tornò a guardare lo spettacolo.
Nel corso della rappresentazione i loro sguardi si incrociarono altre volte, fino a che, alla metà del quarto atto, Kageyama alzò lo sguardo nuovamente verso il palchetto ma non trovò nessuno.
Poco dopo sentì bussare alla sua porta.
“Avanti”, disse voltandosi verso la porta.
Sulla porta vide la stessa persona che aveva cercato con lo sguardo per tutta la rappresentazione. Era più basso di quanto avesse immaginato, ma il suo odore era indiscutibile. Era un alpha.
Anche l’altro dovette sentire il suo odore, perchè per un secondo si immobilizzò sulla porta. Poi il suo sorriso ricomparve.
“Posso entrare?”, chiese.
Kageyama indicò la sedia libera nel palchetto.
Il ragazzo si sedette rivolto verso Kageyama. “Sono Hinata Shoyo”, si presentò.
Kageyama quasi trasalì. Era impossibile arrivare a Vienna senza sentire il nome della famiglia Hinata, erano una delle più antiche della città, note per aver fornito negli anni supporto a numerosi scrittori.
“Kageyama Tobio”, rispose, deciso a giocarsi bene le sue carte.
“Non ti ho mai visto”, gli disse l’alpha.
“Sono appena arrivato in città”
“E cosa porta un’omega da solo in una città come Vienna?”
“Sono uno scrittore”, rispose Kageyama cominciando a indirizzare la conversazione dove voleva.
“Oh. Qualcosa che potrei aver visto?”
“Non ancora”
Kageyama si aspettò il rimprovero. Un omega doveva essere più mansueto e accomodante, per non parlare del fatto che non si era mai sentito prima di un omega che volesse fare lo scrittore.
Ma il sorriso dell’alpha si allargò. “Ambizioso e sicuro”, commentò. “Mi piace”.
Kageyama sorrise in risposta.
“C’è un piccolo raduno in casa mia dopo lo spettacolo, potresti unirti a noi”
Kageyama sorrise soddisfatto tra sè. “Con piacere”

Il piccolo raduno si scoprì essere un raduno pieno di letterati, nobili, scrittori. Esattamente quello che Kageyama voleva. Il padrone di casa continuava a presentargli persone, lo presentava sempre un giovane scrittore appena arrivato in città.
Cercò di prendere parte a quante più conversazioni potè, sempre cercando di mantenere l’aspetto del giovane un po’ timido e un po’ misterioso.
Si inserì in una conversazione di nobili, parlavano di come la vecchiaia cancellasse la memoria e di come in generale la memoria fosse uno strumento fallace.
“La nostra mente fa continuamente una selezione”, commentò. “Archivia tutto e decide cosa vale la pena ricordare e cosa no, libera spazio e rende alcune cose indecifrabili”
“Un ragazzo giovane come te non può avere già problemi di memoria!”, commentò una signora con un sorriso.
Hinata gliel’aveva presentata come una nobile della famiglia Yachi, ma Kageyama non riusciva a ricordare nè il suo nome nè quello della figlia lì accanto a lei.
“Ne dubito, scrivendo spesso mi sfuggono parole che potrei giurare ricordassi fino al giorno precedente”
ll resto del gruppetto rise e Kageyama educatamente si allontanò.
Vide Hinata appoggiato ad un parete con uno boccale di vino in mano, gli sorrise e alzò il calice nella sua direzione, brindando alla sua. Kageyama seppe che si stava giocando bene le sue carte.
A fine serata, quando Kageyama si congedò per la notte, Hinata lo fece scortare da un valletto, incaricato di prendere qualcuno dei sui scritti e portarlo a Hinata.
Fece come era stato richiesto e lo rimandò indietro con le cose migliori che avesse mai scritto, erano due drammi e una commedia.
La mattina dopo Kageyama si svegliò con un biglietto da parte di Hinata. Era stato ufficialmente invitato ad abitare nella residenza Hinata.

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