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[personal profile] chasing_medea
Titolo: mornings with you
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Missione: M2 - Dysania (inglese): ll trovare estremamente difficile l'alzarsi dal letto la mattina.
Parole: 1111
Rating: safe

In fondo, Kageyama ha tante qualità, ma non è una persona che si sveglia facilmente. Hinata lo ha imparato al loro primo ritiro estivo a Tokyo e adesso, al loro ultimo, in qualità di persone mature, tocca a lui o Yamaguchi svegliarlo. Ed è un compito che Yamaguchi delega volentieri a lui.
Hinata entra di soppiatto nella camera, Kageyama è ancora raggomitolato di fianco nel suo futon, con la mano tiene le coperte strette tirate fino al mento. Ha la bocca aperta e i capelli che sono completamente in disordine, ma, a differenza di quando è sveglio, il suo viso è completamente disteso.
E’ cambiato tanto, Kageyama, dal loro primo anno. E’ ancora secco quando parla, non sa rivolgersi con calma praticamente a nessuno – e più di una volta ha fatto piangere qualcuno del primo anno, solo per poi sentirsi mortificato e non sapere assolutamente come farsi perdonare, le sue scuse sono ancora peggio dei suoi complimenti balbettati – e anche in quel campo, deve ammettere che Kageyama si è impegnato per migliorare e diventare incoraggiante verso quelli del primo anno. Ma ancora Hinata non è abituato a vederlo senza la solita espressione corrucciata.
La prima volta che lo aveva visto sorridere davvero a Hinata si era quasi fermato il cuore e, nonostante adesso fosse un’occorrenza meno rara, Hinata non aveva ancora capito come dovesse gestirla.
"Kageyama?", lo chiamò piano.
L’altro non diede segno di averlo sentito.
"Kageyama?", provò di nuovo a chiamarlo avvicinandosi piano e alzando leggermente il tono della voce.
Kageyama grugnì, ma non andò oltre.
Hinata si avvicinò a lui e gli poggiò delicatamente una mano sulla spalla.
Una volta aveva provato a svegliarlo in maniera più aggressiva, ma si era ritrovato lanciato contro la parete più lontana della stanza, con davanti un Kageyama boccheggiante per lo spavento e con gli occhi spalancati e onestamente non aveva alcuna intenzione di ripetere l’esperienza.
Kageyama sussurrò qualcosa nel sonno. Qualcosa che sembrava vagamente uno "Shou…"
Hinata saltò sul posto. Era così che Kageyama pensava a lui? Per nome? E addirittura con un soprannome? O forse era solo un sogno. Il viso di Hinata si fece completamente rosso.
Per qualche minuto interruppe qualunque tipo di tentativo, per vedere se Kageyama avrebbe detto qualcos’altro. Gli era piaciuto sentirgli dire il suo nome, quel soprannome affettuoso appena sussurrato.
Poteva immaginare almeno una dozzina di altre situazioni in cui avrebbe voluto sentirlo. Il suo viso si fece ancora più rosso e scosse la testa per cercare di allontanare quel tipo di pensieri. Non gli ci voleva proprio un’erezione subito prima di scendere a colazione.
Provò nuovamente a scuotere Kageyama.
Kageyama aprì un occhio.
"Sh- Hinata… ", borbottò con la voce impastata dal sonno.
Hinata gli sorrise dolce. "Ehi, è ora di colazione"
Kageyama annuì lentamente, chiuse nuovamente gli occhi e si rintanò meglio sotto le coperte.
"Ehi! Non puoi riaddormentarti, dobbiamo scendere a colazione, dobbiamo allenarci"
"Mh-mh", borbottò Kageyama e annuì contro il cuscino, ma non fece alcuna mossa per alzarsi da lì.
Kageyama riaprì gli occhi e fissò Hinata senza dire nulla.
Hinata inclinò la testa e lo guardò incuriosito. "Tutto bene?"
Kageyama annuì, con un sorriso appena accennato sul viso. Sembrava così indifeso di prima mattina.
"Potrei abituarmi", borbottò Kageyama.
"A cosa?"
"Svegliarmi così"
Hinata arrossì di botto. Kageyama sembrò rendersi conto di quello che si era lasciato sfuggire, divenne ancora più rosso di lui e nascose il viso nel cuscino.
Si conoscevano ormai da anni, si erano visti al loro meglio e al loro peggio, ma avevano cominciato ad uscire insieme da appena un paio di settimane. Anzi, non era neanche sicuro che quello potesse chiamarsi uscire insieme!
Facevano le stesse cose che avevano sempre fatto prima, ma avevano cominciato anche a integrare il contatto fisico in quelle occasioni.
Con il senno di poi, era stato tutto molto più graduale di quanto potesse sembrare.
Hinata aveva cominciato ad invadere sempre di più il suo spazio personale, guardare il suo telefono da sopra la sua spalla quando Kageyama gli mostrava qualche video di pallavolo; qualche pacca in più che era diventata una mano confortante sulla spalle, i cinque per le belle giocate erano diventati abbracci a fine partite e Kageyama si era ritrovato ad agognare quei contatti.
Avevano cominciato a sedersi più vicini quando uno dei due passava la notte a casa dell’altro.
Hinata aveva preso l’abitudine di sdraiarsi con la testa sulle sue gambe quando decidevano di prendersi una pausa dalla pallavolo e si guardavano un film sul divano di casa di Kageyama e Kageyama non aveva detto niente.
Trovava confortevole quel contatto e aveva anche cominciato a cercare più film da vedere in modo che Hinata avesse la scusa per stendere la testa sulle sue gambe.
Poi una sera era semplicemente successo. Kageyama aveva guardato Hinata steso sulle sue gambe, Hinata aveva voltato la testa dal televisore e aveva guardato in alto verso di lui.
"Tutto okay?", gli aveva chiesto.
E Kageyama aveva fatto la prima cosa che gli era venuta in mente. Si era piegato e aveva appena sfiorato le labbra di Hinata con le sue. Kageyama si era rifiutato di guardare la reazione di Hinata, si era coperto gli occhi con la mano, pregando silenziosamente che quello non scappasse di corsa di lì, prendesse la sua bicicletta e tornasse a casa nel pieno della notte, dovendo così spiegare a sua madre cosa fosse successo e quindi non avrebbe più passato la notte a casa di Kageyama, e Kageyama sapeva di stare andando in tilt, sentiva il suo viso sul punto di esplodere. Hinata aveva sollevato il busto Kageyama aveva temuto il peggio. Non sapeva cosa gli fosse preso, ma adesso aveva una paura terribile.
Hinata aveva appoggiato una mano sulla sua spalla e gli aveva dato un bacio veloce all’angolo delle labbra. Kageyama aveva spalancatto gli occhi per lo shock.
Era un saluto? Gli stava dando il contentino per poi scappare di lì? Avrebbe trovato un sorriso triste se si fosse voltato? Hinata gli avrebbe detto che gli dispiaceva ma non potevano più vedersi?
Ma Hinata senza dire nulla aveva la testa sulla sua spalla, gli aveva cinto la vita con un braccio e era tornato a guardare il film come se niente fosse, come se quella posizione fosse l’unica naturale per loro.
Kageyama ci aveva messo minuti interi prima di districare il braccio dalla presa di Hinata per avvolgerlo intorno alle sue spalle.
Da lì per loro non era cambiato nulla, ma era cambiato tutto.
Per quanto fossero veloci sul campo, in quel frangente si stavano prendendo il loro tempo, procedevano un passo alla volta.
Hinata sorrise al Kageyama ancora mezzo addormentato.
"Potrei abituarmi anche io".

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